More servicesWindows Live
HomeHotmailSpacesOneCare
 
MSN
Sign in
 
 
Spaces home  TAMARRO ITALIANOPhotosProfileFriendsMore Tools Explore the Spaces community

Tamarro Italiano

View spaceSend a message
Occupation:
Age:
Location:
Sono Giuseppe, un Homo sapiens sapiens primate e soprattutto bipede.
Nella vita scrivo sul blog, sul quaderno, in word, sulla sabbia e sui vetri delle auto. Vado in giro in bicicletta, per meglio perlustrare il mondo che mi circonda. Faccio palestra in garage. Leggo libri e cerco di scriverne.

TAMARRO ITALIANO

Gli zingari mi hanno rubato la memoria ROM dal computer
July 23

SENZA L'INGLESE NON SI VA DA NESSUNA PARTE

Durante la mia esistenza ho avuto un bel rapporto con la lingua inglese, che ho cominciato a parlare in terza elementare. Allora mi limitavo a dire uan ciu frì for faiv sics seven eit nain ten ileven tuelv, oppure mai neim is Giosef Dolfin.
Poi, alle medie, ho cominciato a prendere confidenza col verbo tubì e col verbo tuev.
Alle superiori ero un vero fenomeno: in prima ITIS (It is) addirittura avevo 9 in pagella!
Poi, con gli anni, son calato, e in quinta ragioneria avevo un sei stiracchiato (a stiracchiated six). Credo che a buona parte della mia classe cominciai a star simpatico soltanto a seguito del mio post The Importance of Magna Carta, risalente all'ormai remoto Novembre 2006. Ora lo rileggo, e penso a quanto la mia mente fosse obnubilata da una mentalità inutilmente utilitarista, ma ero un giovine di 19 anni, ancora un teenager.

Ogni tanto mi è capitato di usare l'inglese.
Nel lontano 2005 abbordai una ragazza di Polonia, in Italy con la school.
Parlavamo in inglese. Mi disse che il mio inglese era pessimo. Sentivo che continuava a dire polish, polish di qua, polish di là.
Chiesi agli amici: "Ma perchè sta gnocca continua a parlare degli sbirri?"
Polish vuol dire polacco, l'avevo confuso con police.
Tra noi ci fu un kiss, e allora capii che non avrei mai più avuto a fare con una ragazza così... stupenda.

Qualche mesi fa ebbi un incontro ravvicinato con un'australiana, di cui non farò chiarimenti a nessuno per via di un patto d'onore tra uomini.
Anche lì ci fu un kiss, e persino a licked of tits. Poi vidi, per la prima volta in vita mia, the cocaine. Vederla tirare quella roba bianca mi fece un po' schifo, ma non le dissi nulla, siccome doveva farmi un blowjob.

Sabato sera ero ad Arona (NO) con altri bipedi che non menziono per la legge sulla privacy. Camminando ho sentito due girls pronunziare la parola fucking. Fucking? ho domandato.
Cercavano a taxi to Dormelletto, da loro chiamato Dourmellethow. Quando ho detto you should find a sign to Castelletto over the Ticino, è stato il momento di interscambio culturale più elevato di tutta la mia vita, anche se credo sarebbe stato meglio dire Castelletto upon Ticino.

Come saranno le inglesi in Greece?
July 22

SIMON KEHRER E WALTER NONES

Forse avrete sentito di Simon Kehrer e Walter Nones, i due italiani in Pakistan che stanno cercando di scalare il Nanga Parbat, che è una montagna.
Penso che molti di noi, sentita la notizia, avranno esclamato "Ma teste di minchia, ben vi sta, chi cazzo ve lo fa fare, mica ve l'ho chiesto io di andare a rischiare la vita, arrangiatevi! E adesso gli lanciano pure il telefonino, ma che gli arrivi in fronte a quei due coglioni. Io vado a lavorare, mi faccio il culo e con le mie tasse vanno a soccorrere questi pirla".
Penso che molti di voi si saranno riconosciuti in questo pensiero.

Una domanda è balenata nella mia testolina bacata: ma perchè?
Cosa spinge l'uomo a scalare una montagna? Perchè l'uomo deve sfidare se stesso?
Anch'io faccio uno sport estremo: vado in bicicletta. Sovente rischio di essere stirato dagli automobilisti, che mi passano a pochi centimetri di distanza, e in quei casi mi dico "Ma perchè non me ne sono rimasto in giardino a leggere un libro?". Ho un vago ricordo di una poesia di Gozzano (era Gozzano?): un tipo e una tipa pattinavano sul ghiaccio, lui sentiva dei cric, e pensava che il ghiaccio si stesse rompendo. Lui, temendo di sprofondare, abbandonò la pista e andò a sedersi. Lei continuò a pattinare. Perchè fare gli eroi? perchè fare gli uomini che non devono chiedere mai? chissenefrega!
C'è una sostanziale differenza tra gli scalatori e i ciclisti: lo scalatore (credo) ha l'adrenalina addosso ed è soddisfatto quando arriva in cima, il ciclista invece prova caga e alla fine è sollevato. I rischi corsi al ciclista, purtroppo, dipendono da altri.
Il ciclista ricorda lo scalatore quando è in salita: io, quando termino una salita, sono soddisfatto, perchè ce l'ho fatta.

ULTIM'ORA
Il cellulare dei due scalatori si è scaricato: Simon Kehrer ha passato due ore a giocare a Snake.

Riporto un passo tratto da La lentezza, di Milan Kundera. A pagina dieci, dal terzo al quattordicesimo rigo, possiamo leggere:
Che cosa rispondere? Questo, forse: che l'uomo curvo sulla sua motocicletta è tutto concentrato sull'attimo presente del suo volo; egli si aggrappa a un frammento di tempo scisso dal passato come dal futuro; si è sottratto alla continuità del tempo; è fuori dal tempo; in altre parole, è in uno stato di estasi; in tale stato non sa niente della sua età, niente di sua moglie, niente dei suoi figli, niente dei suoi guai, e di conseguenza non ha paura, poichè l'origine della paura è nel futuro, e chi si è affrancato dal futuro non ha più nulla da temere.

Dopo aver letto queste righe (sarà stato febbraio o marzo) ho quasi rivalutato i motociclisti, da me sempre ritenuti soltanto delle TDMCFR (teste di minchia che fanno rumore). Ho pensato alle ragioni che li spingono ad andare in moto, che vanno oltre il semplice divertimento di fare rumore.
E io mi chiedo: è meglio vivere appesi ad un filo, come i motociclisti che in quei momenti nulla sanno della propria vita, o è meglio starsene tranquillamente seduti, presenti a se stessi? E' un pirla l'uomo che rischia o è una mezza sega l'uomo che non rischia?
E' più grande l'uomo che rischia, che sfida se stesso per non rendersi conto di vivere, o è più grande l'uomo che, senza misurarsi, senza rischiare, senza correre pericoli affronta se stesso pienamente cosciente di vivere, sapendo di avere un'età, una moglie, dei figli, dei guai?
Boh.
July 21

BOSSI, CATTANEO, BOCCACCIO, KAFKA, TAMARRO ITALIANO

Credo che Umberto Bossi, per via delle smorfie che fa, anzichè parlare di Cattaneo, farebbe meglio a parlare di Boccaccio.



L'ispettore e le guardie dovevano averlo impegnato bene a fondo perchè lui non riconoscesse quei tre. Rabensteiner, tutto d'un pezzo, che non sapeva cosa fare delle mani; il biondo Kullich dagli occhi infossati, e Kaminer, con quel suo sorriso insopportabile, provocato da uno spasmo muscolare cronico.

Avete letto bene, cari lettori del blog:
Kaminer, con quel suo sorriso insopportabile, provocato da uno spasmo muscolare cronico.

Questo signor Franz Kafka si è permesso, all'interno del suo libro Il processo, di copiare una mia vecchia battuta, quella su Angela Zetapunto:

E sarà l'inizio del nostro amore, è lei l'altra metà della fragola. Me lo sento. Andremo in bicicletta assieme, andremo a vivere in Molise, faremo la spesa all'Esselunga. Prenderò un sacchetto di sfilatini e guardandola lo poserò nel carrello. E lei sorriderà.
Ma perchè sorridi sempre? le chiederò.
E' una paralisi facciale, mi risponderà.
E tu, perchè non sorridi mai? mi chiederà
Mi sono fatto manomettere le mascelle per non dare alla gente la soddisfazione di far vedere che sto sorridendo, le risponderò.

Franz Kafka mi ha copiato. Io sono costernato.

July 20

ONORE AD UN GRAN LAVORATORE

Me lo immagino con tutta la fatica che fa. Me lo immagino, alzarsi la mattina, recarsi al lavoro, e lì, prendere l'autovettura.
Percorre qualche chilometro, si posizione al bordo di una strada, ben nascosto, da bastardo vero.
Posiziona la macchinetta per fare le fotografie, poi prende una rivista di gossip, e così passa la sua giornata.

Autovelox
Il vigile urbano, quando torna a casa, ha anche il coraggio di mangiare un piatto di pasta.
July 19

RONALDINHO COLPISCE UN PALO!

Ieri sera ho guardato, grazie a Dio per pochi minuti, una trasmissione sportiva. Nel basso dello schermo una strisciolina scorreva, riportando le notizie principali dello sport. Tra queste, una mi ha fatto dire Mavaffanculo.
La seguente: "Ronaldinho colpisce un palo durante il primo allenamento con il Milan".
Pensavo che fosse andato a sbattere con i denti contro un lampione, altrimenti non mi spiegavo che necessità c'era di rivelare al pubblico che aveva colpito un palo. Invece no, si intendeva proprio che aveva dato un calcio ad un pallone, pallone il quale era andato contro un palo di una porta.
E' un evento così importante?
Ho pensato a tutti gli atleti che faticano, sudano, si preparano agli eventi sportivi per mesi, vincono una medaglia d'oro, e vedono una piccola scritta sulla Gazzetta dello Sport in loro onore, pari al palo colpito da Ronaldinho in un fottuto allenamento.
Potrà sembrare un'ingiustizia, ma lo stato di fatto è che agli italiani interessa di più il palo colpito da Ronaldinho che non la medaglia d'oro vinta dal campione di canottaggio.
Quindi potrà sembrare giusto che giornali e televisioni diano più spazio a questi dettagliucci calcistici, rispetto alle imprese degli altri sport.

Poi penso...
Penso che i calciatori vengono pagati a tutti i livelli: si parte dai milioni di euro che Kakà prende nel Milan, passando per le migliaia di euro che Temelin prende nella Cremonese, sino ad arrivare alle centinaia di euro che un normale terzino percepisce giocando a calcio in Promozione, Prima Categoria, Seconda Categoria.
E mi dico "Cazzo, quando arriverò a scrivere un libro (perchè prima o poi arriverà quel cazzo di giorno), io non solo non ci guadagnerò un solo euro, ma dovrò pure spendere un bel po' di soldi per la soddisfazione, per la realizzazione di un sogno, di averlo tra le mie mani, e farlo leggere ai pochi lettori del blog. E non mi stupirei se qualcuno mi facesse pressioni per farsi offrire da bere, senza nemmeno aver mai letto una mia sola riga!".

Ebbene, io non dico che dovrei vivere delle cazzatine che scrivo. Io non sono uno scrittore e mai lo sarò. Sono uno scrivente, che cerca di rimediare al talento limitato che la natura gli ha dato, con l'esercizio giornaliero, con la passione, con la voglia di migliorarsi, con la lettura di scrittori veri.
Però, posso tranquillamente asserire che mi avvicino agli scrittori quanto i modesti calciatori di provincia si avvicinano ai calciatori veri.

Ora difendo "la categoria":
perchè un misero calciatore di Serie D campa alla grande col suo stipendio, mentre gli scrittori che in Italia vivono facendo solo gli scrittori saranno meno di dieci?
La media degli italiani è davvero deprimente! Torno al discorso di prima: agli italiani interessa di più il palo colpito da Ronaldinho che non l'ultimo libro di Stefano Benni.
Chissà se Stefano Benni riesce a campare solo dei libri che vende?
July 18

7 CHILI IN 7 MESI, L'UOMO RINCORSO DAL CANE

Sto dimagrendo esageratamente: ho perso, più o meno, 7 kappagì in sette mesi.
Mia mamma, quelle rare volte in cui la vedo, mi dice che sto dimagrendo troppo, che sono addirittura sciupato.

Ma a cosa dobbiamo additare questo mio dimagrimento?
Forse alla mia alimentazione? No, è eccessiva come da 22 anni a questa parte. Abitualmente mangio un primo, un secondo, un terzo, mangio in mattinata, ingoio tre tramezzini al luogo dei ferri, torno a casa e mangio, una bistecca, un contorno, mezzo chilo di yogurt o di gelato.
Forse all'attività fisica? Non direi: ultimamente faccio palestra in garage circa due volte a settimana, e faccio qualche giro in bicicletta.
Forse ai ferri? Direi di sì, è colpa dei ferri. Da marzo ad oggi sto lavorando troppo. Dopo il rinnovo del contratto c'è stata un'impennata di lavoro: cosa mi tocca fare per venti euro al mese! Mesi fa, quando ero al lavoro riuscivo a prendermi il tempo per pensare ai cazzacci miei. Ora non più: 'sti sette macchinari non mi lasciano non dico cinque minuti, ma almeno 40 secondi di fiato.

INIZIO, VOLUTAMENTE NOIOSO, DEL RACCONTO DI UNA GIORNTA DI FERRI: SI PUO' ANCHE NON LEGGERE
Finisco di cambiare una lama su un macchinario, che già c'è un cassone da cambiare e un fascio da portare, e un ferro da accorciare, e una barra da caricare, e un ferro che è rimbalzato e naviga per la ditta, e un tubo che perde acqua e inonda il pavimento, e una fotocellula che ha letto un truciolo anzichè un ferro cosicchè due ferri si sono incastrati, e una barra storta che non viene letta, e un altro cassone è già pieno, e non ho ancora aperto il fascio portato tre minuti fa, e nel frattempo devo fare i due cartellini dei due nuovi cassoni che ho portato, e una barra è finita allora metti la nuova barra, e accorcia gli spezzoni finali dall'altra parte, e vai a schiacciare il tasto dall'altra parte, e rispondi al telefono è l'opì che deve caricare i ferri, e suona l'allarme perchè la testa è fuori posizione, spegni la macchina, riaccendi la macchina, e vai a prendere un nuovo fascio, e devi togliere le caselle, e ti devi arrampicare per toglierle, ma su tre caselle due non si staccano, allora devi scendere e prendere un ferro, e ti ri-arrampichi, e allora devi martellare affiinchè si stacchino, e scendi, e porta il fascio, vai a segnare che hai prelevato un fascio dal magazzino, vai a segnarlo pure sul tabellone del magazzino, suona l'allarme, c'è da cambiare la pila del carro ponte, e un seghetto tagli i ferri due millimetri più lunghi, e correggi la misura, e dall'altra parte le barre si sovrappongono, ferma la macchina, sistemale e fallo ripartire, e si spezza una lama, vai a cambiarla, e un altro cassone è già pieno, ma dall'altra parte non smussa bene i pezzi, allora cambia l'inserto che fa lo smusso, devi aprire il carter, suona l'allarme, vai a togliere l'allarme, cambia l'inserto e vai a far ripartire la macchina, e serve un bidone per metterci lo scarto, e vai fuori a prendere un bidone, e prendi il martelletto ed apri il bidone...
FINE DEL RACCONTO DI COME SI SVOLGE UNA GIORNATA A FERRILANDIA, SE VI SIETE ROTTI I COGLIONI NON DITE CHE NON VI AVEVO AVVISATO

Sono soltanto le 15:20. Sette ore e mezza così. Verso le 21, ci vuole una buona dose di voglia di vivere e ingiustificato entusiasmo per continuare su questi livelli. Ciascuna azione segue l'altra, come in bicicletta una pedalata segue l'altra.
Fortunatamente, vivo il presente senza essere oberato dalle preoccupazioni future: faccio ogni cosa come quando, pedalando, non mi preoccupo della pedalata successiva. Non oso pensare che stress avrei se solo mi preoccupassi di ciò che mi aspetta 10 secondi dopo aver appena terminato una singola azione!

Dato il mio eccessivo dimagrimento, mi chiedo se io non abbia attuato una sorta di scissione tra il corpo e la mente: mentre la mente è arzilla e fresca, il corpo è sciupato. Pertanto, mi sono chiesto se il mio corpo arriverà ad un punto dove non riuscirà più a reggere la lucidità mentale.
Il corpo esiste, questa è la funesta verità. Che io, in questi mesi di isolazione dall'umanità mi sia così tanto dissociato dalla vita materiale da non riconoscerla più, nonostante la sua esistenza?
Prendiamo un uomo stanco, esausto, rincorso da un cane che vuole mordegli i glutei: l'uomo corre velocemente seppure è stanco. La necessità di fuggire dal cane gli dà un surplus di energie, energie inesistenti. L'uomo rincorso dal cane corre più con la mente che con il corpo.

Ecco, io credo di essere come l'uomo rincorso dal cane: vivo con una costante forza interiore e immateriale che va a pareggiare le mie ormai finite forze fisiche, di cui non mi accorgo.
La questione è un'altra: non c'è nulla che mi insegua. Perchè questa mia corsa forsennata... ma non maniacale? La mia corsa non è una fuga per scappare da qualche problema che mi affligge, siccome io amo anche fermarmi tre-quattro ore a meditare come il Budda.
E un'altra domanda mi accompagna: può l'uomo vivere la totalità della sua esistenza rincorso dal cane? Ipotizzando questa domanda come qualcosa di positivo, vivendo costantemente in uno stato di irrealtà, tipico di chi è ubriaco o entusiasta, che gli consente di dare di più.

Punto di domanda
Oppure, prima o poi, inesorabilmente, l'uomo crollerà?

July 17

RONALDINHO O ZAPPACOSTA?

Questa mattina ho deciso di fare un giro in bicicletta: ma dove? Milanello o Busto Arsizio?
Andando a Milanello avrei visto l'acquisto del Milan Ronaldinho, andando a Busto Arsizio avrei visto l'acquisto della Pro Patria Giacomo Zappacosta.
Ci penserò strada facendo... Dopo nemmeno due kappa emme, eccomi al bivio, dopo il Cairate's bridge. Mi son detto: vado per Milanello, la strada è meno trafficata, c'è meno inquinamento, e nel frattempo faccio la salita che collega Peveranza e Rovate, due metropoli del varesotto.
Ero ormai arrivato a destinazione, quando un Range Rover mi ha sorpassato. Questi dev'essere il Marco Borriello. Testa di cazzo, la polvere! Ah, ma tanto stai in panchina, idiota.
Non era Borriello.
Davanti al centro sportivo c'erano tre paninari e un gelataio: ma a quanta gente dà lavoro Berlusconi? Mediaset, Fininvest, Milan e il suo entourage, tre paninari, un gelataio e ottocento avvocati. Oltre a tutti i falsari che vendono sciarpe e magliette. In maniera più o meno diretta, Berlusconi credo muova il 5% del PIL, tutto denaro che poi, in qualche maniera, rientra in suo possesso.
Nessuna traccia dei giocatori del Milan, e non molti sostenitori. Ho visto una famiglia di quattro persone: madre, padre, figlia con maglietta di Kakà, figlio con maglietta di Pato. Poi ho visto una coppietta molto tenera. Lui l'avrà portata a Milanello con la sua Punto, sabato andranno a mangiare al ristorante per festeggiare il loro primo anno di fidanzamento, che a lui costerà un decimo dello stipendio di giugno. Si guardano con occhi languidi, si scambiano un tenero bacio. Lui la ama, lei lo ama. Lei lo tradirebbe pur di fare un fugace pompino a Nesta.
Il bello di Milanello non è vedere i calciatori, che sono dei semplici esseri umani che hanno delle qualità nella parte del corpo più sciocca, il piede, ma è bello per